responsive_m

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

INVERTIRE LA ROTTA

CONTRORIFORMA URBANISTICA

DAI MEDIA

VENEZIA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

domenica 28 aprile 2013

Mac Mahon, alberi sul cemento: «I filari di olmi sono pericolanti»

L'immensità tecnica, culturale, economica, del programma di ri-naturalizzazione delle nostre aree urbane, a partire dalle superfici impermeabilizzate. Corriere della Sera Milano, 28 aprile 2013 (f.b.)

Trenta centimetri di scavo, poco più d'una buca nel fango, fine delle ricerche, oltre non si scende. Cemento. Il paesaggio rigoglioso di via Mac Mahon è un'illusione ottica e un refuso storico: «Gli olmi sono cresciuti su una piattaforma impermeabile; sono deboli; instabili; rischiano di crollare». Bisogna sforzarsi d'immaginare la strada in sezione, come una torta a strati. L'aiuola, i filari e i binari del tram sono appoggiati su un «solettone», un corridoio murario, un sottopavimento che da piazza Diocleziano si allunga in via Mac Mahon per quasi un chilometro e mezzo. Le radici degli alberi non sono libere di espandersi nel sottosuolo, devono accontentarsi di 25-30 centimetri di terriccio e arrivate al fondo sbattono, si torcono e riaffiorano come varici in superficie.

Lo certifica un'indagine condotta per Atm da un'équipe della Facoltà di Agraria della Statale ed è sulla base di questo report che il Comune ha deciso di tagliare col passato. Gli olmi sono pericolanti. Saranno abbattuti e ripiantumati. I dirigenti Atm di lungo corso sostengono che «l'intervento di messa in sicurezza della massicciata è irrinunciabile e non più procrastinabile». Per due ragioni. La prima: «Le radici degli alberi ostacolano e rendono insicure le corse del tram 12». La seconda: «L'eliminazione del solettone di cemento è comunque indispensabile per favorire una crescita sana delle specie arboree». E non da oggi. Il «dossier Mac Mahon» venne sottoposto alla giunta dell'ex sindaco Moratti nel 2008 e da allora è stato di volta in volta rinviato: troppo costoso e invasivo, la gente non capirebbe.

Soluzione tampone: l'Atm ha istruito i macchinisti e rallentato la marcia dei Carrelli («A passo d'uomo»), ma l'ordine di servizio non ha cancellato gli ostacoli sul percorso né ha ridimensionato l'allarme. A gennaio la dirigenza Atm ha ribadito al sindaco Pisapia l'urgenza del piano di riqualificazione e ottenuto un sostanziale via libera. Il Comune ha ripreso il progetto, l'ha alleggerito (in tecniche e costi) e l'ha presentato il 15 aprile al Consiglio di Zona 8. Le reazioni, prevedibili: protestano i residenti («No allo scempio»), s'inalberano gli ambientalisti («Prima di arrivare all'incredibile recisione di 170 alberi, robusti e rigogliosi, si dovrebbero tentare diverse soluzioni alternative»), partono raccolte di firme e inviti alla mobilitazione per fermare la strage degli olmi.

Non è sempre stata così, la via Mac Mahon. All'alba del Novecento, quando venne edificato il quartiere, gli alberi adornavano i marciapiedi davanti ai palazzi; vennero spostati e ricollocati al centro della strada solo negli anni Venti-Trenta, quando il municipio e l'azienda di trasporti realizzarono il tracciato tramviario. Il tappeto di cemento c'era già allora, grezzo e ingombrante, venne semplicemente nascosto dalla terra e coperto dai filari. L'hanno riscoperto gli agronomi della Statale nel 2008, durante la campagna di ottanta carotaggi commissionata da Atm. La prima e unica ricerca scientifica sulla «precaria condizione» degli olmi.
Show Comments: OR