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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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venerdì 26 aprile 2013

Librerie in crisi, chiudono anche i piccoli editori

«Zanazzo ha inventato la collana di libretti "Occhi aperti su Venezia". Adesso getta la spugna. "Non ce la faccio più a pagare la carta e la tipografia"». Intanto le Grandi navi scaricano torme di turisti. La Nuova Venezia, 26 aprile 2013

La crisi delle librerie fa vittime illustri. I librai, prima di tutto, i lettori. Ma anche le piccole case editrici che cominciano a sentire la crisi. È il caso della “Corte del Fontego”, editrice veneziana che ha sede nell’omonima corte antica, a Santa Margherita. Macchina mandata avanti a prezzo di grandi sacrifici da una sola persona, Marina Zanazzo. Che ha avuto il coraggio di stampare e distribuire in città volumi di urbanistica e la piccola fortunata collana di libretti (rossi e blu) su temi veneziani. Acqua, barene, palazzi, scavi e grandi opere. Ma adesso, con la minaccia di chiusura che viene dalla Goldoni, la crisi dei lettori e delle piccole librerie, anche Marina è tentata di gettare la spugna. «Ho comunicato ai miei amici che la fortunata stagione dei libretti «Occhi aperti su Venezia» si avvia al tramonto», dice, «e per i motivi più banali: ho crediti con molte librerie che non pagano le fatture, non riesco più a pagare la tipografia e la carta. Sono usciti altri quattro libretti, altri quattro forse usciranno a giugno. Poi mi dovrò fermare perché i libretti non sarebbero più autosufficienti». Un peccato, perché nella collana su Venezia sono usciti molti titoli di denuncia, altri che hanno suscitato interesse anche all’estero. Prezzo più che accessibile (3 euro), autori che lavorano gratis, distribuzione limitata e un format che stava avendo un certo successo, i libretti del Fontego contavano molto sulle «vetrine» esposte dalle librerie del centro. Più che una iniziativa commerciale, una coraggiosa proposta culturale. Che dava voce a molti autori sconosciuti, a studi e denunce. Collana che ha al suo attivo ormai una trentina di libretti, su temi storici (blu e verdi) ma anche di stretta attualità. Ecco allora gli ultimi prodotti che saranno in libreria nei prossimi giorni: «Il mito di Elena», di Ruggero Rugolo, dedicato alla prima donna laureata al mondo, Elena Lucrezia Corner Piscopia; «Una fortuna sul fango», storia di Giovanni Busetto detto Fisola, l’inventore degli stabilimenti balneari del Lido a cura di Franca Cosmai; «Le età della laguna», di Rossana Serandrei Barbero e Sandra Donnici; «Delendae Venetiae» di Massimo Favilla, ispirato al grido di allarme di Pompe Molmenti del 1887 sulle trasformazioni urbanistiche della città, più che mai attuale. Altri quattro libretti (rossi, cioè di denuncia) usciranno forse ai primi di giugno. Saranno forse gli ultimi della lunga e fortunata serie. Poi se non interverranno novità la casa editrice potrebbe sospendere la sua attività. Un’altra perdita pesante nel panorama della cultura veneziana, sempre più costretta in spazi da riserva indiana.
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