responsive_m

Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

INVERTIRE LA ROTTA

DAI MEDIA

VENEZIA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

martedì 30 aprile 2013

il lavoro

La difesa del lavoro come essenziale fonte di reddito è un impegno cui nessuno può abdicare in una “repubblica democratica fondata sul lavoro. Oggi più che mai, visto che chi ci governa sta facendo pagare al lavoro il prezzo della crisi determinata dalla finanza internazionale. Ma bisogna anche guardare al di là: immaginare e pazientemente costruire una società e un’economia il cui il lavoro sia riconosciuto come lo strumento universale di cui l’uomo dispone per comprendere e governare il mondo che lo circonda (vedi alcuni riferimenti in "il lavoro secondo eddyburg")
Show Comments: OR