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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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venerdì 12 aprile 2013

Il Cambiamento Climatico non esiste: è il Diluvio Universale della Bibbia

Una spaventosa serie di stupidaggini del solito reazionario politicante para-religioso, ancora contro la scienza e le politiche ambientali. The Guardian, 12 aprile 2013 (f.b.)

Titolo originale: US congressman cites biblical flood to dispute human link to climate change – Scelto e tradotto da Fabrizio Bottini

C'è un Repubblicano del Texas, Joe Barton, che spicca anche tra i suoi colleghi conservatori che hanno trasformato in articolo di fede la negazione del fattore umano nel cambiamento climatico. L'altro ieri, Barton ha confermato questa sua fama, citando il Vecchio Testamento per contestare l'evidenza scientifica del riscaldamento globale prodotto dalla mano dell'uomo, e precisamente evocando la vicenda di Noè e dell'Arca.

“Sono convinto che, per chi crede nella Bibbia, il diluvio universale sia un chiaro esempio di cambiamento climatico” ha dichiarato Barton in una sessione parlamentare registrata in un video visibile nel sito web Buzzfeed. “E quello sicuramente non è avvenuto per via dell'eccesso di sfruttamento degli idrocarburi da parte del genere umano”. Barton si rivolgeva a una sottocommissione del Congresso, chiamato a testimoniare dal suo partito a sostegno di un progetto di legge per accelerare la discussa realizzazione dell'oleodotto per convogliare il petrolio dalle sabbia bituminose dall'area canadese dell'Alberta verso le raffinerie sulla costa del Texas.

Il parlamentare ha esordito ribadendo il proprio sostegno al progetto dell'oleodotto Keystone XL. Proseguendo poi con il riconoscimento dell'esistenza del cambiamento climatico, ma certamente senza alcun collegamento con le attività umane e le emissioni di gas serra dalla combustione di carburanti fossili. “Vorrei sottolineare che noi sostenitori dell'uso degli idrocarburi non neghiamo affatto che il clima stia cambiando. Ma credo ci sia una diversità di opinione su cosa causa questo cambiamento: se è di origine umana, o naturale. Qui c'è una divergenza”. Barton è piuttosto noto sia per la sua esplicita negazione del cambiamento indotto dall'uomo, sia per il sostegno all'industria petrolifera.

E nel 2010, dopo il disastro della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico si era reso ridicolo profondendosi in scuse nei confronti della compagnia, spiegando al presidente Tony Hayward di vergognarsi perché la Casa Bianca aveva deliberato di imporle un investimento di venti miliardi di dollari per il disinquinamento e il ripristino delle aree di costa.
“Credo sia una tragedia immane, che un'impresa privata possa essere sottoposta così a un'estorsione, di ben venti miliardi. Chiedo scusa, non vorrei vivere in un paese dove chiunque, individuo o impresa, che certo ha sbagliato, subisca, e lo ribadisco, una estorsione. Per questo chiedo scusa”.
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