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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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venerdì 29 marzo 2013

Il bullo Barroso – Cro Edition

Abbastanza miserabile, quando a contraddire il pensiero globale con l'azione locale c'è un altissimo esponente della globalizzazione, il Presidente della Commissione Europea

Questa mi era sfuggita.

Trapela la notizia (è solo in croato, ma forse Google aiuta a tradurre) che José M. Barroso abbia "sollecitato" il primo ministro croato a rimuovere gli ostacoli (o se no?) alla realizzazione del progetto dei campi golf sul monte Srđ che sovrasta la città di Dubrovnik.

Il progetto del tycoon israeliano Aaron Frankel prevede campi da golf con una massiccia e devastante "apartmanizacija" del monte di grande pregio paesaggistico, storico e simbolico. Lo schema è noto: recingere e privatizzare un bene pubblico, catturare il suo valore e travasarlo – più o meno direttamente, come in una pompa di benzina – in un qualche serbatoio privato, lasciando alla comunità locale qualche briciola, sotto l'ideologia "sviluppo!, sviluppo!, posti di lavoro!, posti di lavoro!".

Questo modello, in atto sulla costa croata da più di vent'anni, non ha portato né molto sviluppo, né molti posti di lavoro. Porta invece devastazione paesaggistica, privatizzazione dei beni pubblici con pochi benefici collettivi, e – forse la più ironica delle tragedie – mette a repentaglio la possibilità di una strategia di vero sviluppo turistico durevole con ampi benefici per le comunità locali.

E ora viene il bullo Barroso – come riferisce la stampa dopo essersi incontrato con il presidente israeliano Peres –, ricatta il governo croato (il tema dell'incontro con il primo ministro erano le condizioni di adesione della Croazia all'UE) e sollecita la rimozione degli "incomprensibili ostacoli" al progetto, come pare il nostro li abbia chiamati.

Sfortuna per l'improvvido Barroso, gli "incomprensibili ostacoli" in questione sono oltre 11.000 cittadini che hanno firmato la petizione per chiedere un referendum sul progetto e la mobilitazione promossa dal movimento croatoPravo na grad (Diritto alla città).

Uno spettro si aggira per l'Europa? No, il bullo Barroso e la sua gang si aggirano per i piccoli paesi europei, a ricattare e "informarsi" sugli affari privati.

Triste: si tratta della più alta carica europea, del presidente di quella stessa Commisisone Europea che ci parla degli orizzonti 20-20-20, dello sviluppo sostenibile e del contenimento dell'uso del suolo, specie in ambienti costieri di grande pregio storico, paesaggistico ed ambientale.

Tutta roba molto istruttiva.
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