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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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venerdì 29 marzo 2013

Il bullo Barroso – Cro Edition

Abbastanza miserabile, quando a contraddire il pensiero globale con l'azione locale c'è un altissimo esponente della globalizzazione, il Presidente della Commissione Europea

Questa mi era sfuggita.

Trapela la notizia (è solo in croato, ma forse Google aiuta a tradurre) che José M. Barroso abbia "sollecitato" il primo ministro croato a rimuovere gli ostacoli (o se no?) alla realizzazione del progetto dei campi golf sul monte Srđ che sovrasta la città di Dubrovnik.

Il progetto del tycoon israeliano Aaron Frankel prevede campi da golf con una massiccia e devastante "apartmanizacija" del monte di grande pregio paesaggistico, storico e simbolico. Lo schema è noto: recingere e privatizzare un bene pubblico, catturare il suo valore e travasarlo – più o meno direttamente, come in una pompa di benzina – in un qualche serbatoio privato, lasciando alla comunità locale qualche briciola, sotto l'ideologia "sviluppo!, sviluppo!, posti di lavoro!, posti di lavoro!".

Questo modello, in atto sulla costa croata da più di vent'anni, non ha portato né molto sviluppo, né molti posti di lavoro. Porta invece devastazione paesaggistica, privatizzazione dei beni pubblici con pochi benefici collettivi, e – forse la più ironica delle tragedie – mette a repentaglio la possibilità di una strategia di vero sviluppo turistico durevole con ampi benefici per le comunità locali.

E ora viene il bullo Barroso – come riferisce la stampa dopo essersi incontrato con il presidente israeliano Peres –, ricatta il governo croato (il tema dell'incontro con il primo ministro erano le condizioni di adesione della Croazia all'UE) e sollecita la rimozione degli "incomprensibili ostacoli" al progetto, come pare il nostro li abbia chiamati.

Sfortuna per l'improvvido Barroso, gli "incomprensibili ostacoli" in questione sono oltre 11.000 cittadini che hanno firmato la petizione per chiedere un referendum sul progetto e la mobilitazione promossa dal movimento croatoPravo na grad (Diritto alla città).

Uno spettro si aggira per l'Europa? No, il bullo Barroso e la sua gang si aggirano per i piccoli paesi europei, a ricattare e "informarsi" sugli affari privati.

Triste: si tratta della più alta carica europea, del presidente di quella stessa Commisisone Europea che ci parla degli orizzonti 20-20-20, dello sviluppo sostenibile e del contenimento dell'uso del suolo, specie in ambienti costieri di grande pregio storico, paesaggistico ed ambientale.

Tutta roba molto istruttiva.
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