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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

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VENEZIA

DAI MEDIA

domenica 10 febbraio 2013

Ci sono giudizi che non possono essere blandi

Ogni tanto fa bene esprimere con parole tranquille l'indignazione che ci assale. Ma dobbiamo ricordare che occorre incanalare la collera come scriveva Paul Eluard. La Repubblica, 10 febbraio 2013

Ci sono giudizi che non possono essere blandi, perché mantenerli blandi odora di complicità. Una persona che, per farsi votare, promette il condono edilizio totale, è un criminale. Nella fattispecie, è un criminale che odia il proprio Paese, attenta all’integrità del suo paesaggio (o di ciò che ne rimane), incoraggia il disprezzo delle leggi e l’egoismo sociale, catalizza i peggiori istinti degli italiani e la loro attitudine a non prendere sul serio alcun divieto, alcuna norma, perché non esiste divieto o norma che non siano contrattabili e superabili.

L’abusivismo edilizio è un delitto contro il bene comune, la cementificazione in Italia è largamente superiore alla media europea e molto eccedente le necessità abitative. L’Italia sta soffocando nel cemento, nella malaedilizia, nella bruttezza programmatica. Un uomo politico che sventola il condono per invogliare i furbi o i disperati a votarlo è un traditore dello Stato e un corruttore dei cittadini. Che poi lo faccia con totale disinvoltura, come se stesse dicendo una cosa normale, trattandosi di Berlusconi è cosa che non sorprende. Sorprende e angoscia, piuttosto, la rassegnata docilità con la quale la comunità mediatica, con rare eccezioni, registra le sue gravissime parole.

Qui trovate Liberté, la poesia di Paul Eluard
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