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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

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VENEZIA

DAI MEDIA

domenica 13 gennaio 2013

Terremoto in casa Fai

Salvatore Settis si dimette per protesta contro la candidatura della presidente Fai nella lista Monti: un governo che ha dimostrato assoluta indifferenza per patrimonio culturale e paesaggio. Ma « c’è poco da stare tranquilli se, chi dovrebbe giocare la partita a favore della causa, crede che la cultura sia, naturalmente dopo il lavoro, naturalmente dopo l'emergenza dei nostri conti, naturalmente dopo altre emergenze, una delle grandi priorità del Paese».Il Giornale dell’Arte, gennaio 2013 (m.p.g.)

All’entusiasmo del lancio delle Primarie della Cultura, che nei primi due giorni hanno registrato ben 20mila voti, con oltre 46mila visite al sito dedicato, è seguita l’autosospensione della presidentessa Ilaria Borletti Buitoni dalle attività operative e ufficiali della Fondazione, a seguito alla comunicazione della sua candidatura nella lista civica del Presidente Monti. E a stretto giro di posta sono arrivate le dimissioni, immediate e irrevocabili, di Salvatore Settis dal Consiglio di Amministrazione del Fondo Ambiente Italiano. «Non posso né comprendere né condividere, spiega nella sua lettera di dimissioni, il fatto che la Presidente in carica del Fai appoggi in modo tanto esplicito un Presidente del Consiglio che in oltre un anno di governo non ha mostrato la minima sensibilità per i problemi dell’ambiente, dei beni culturali, della scuola, dell’università, della ricerca, della cultura. Inoltre, cosa forse perfino più grave, il Presidente Monti non ha mostrato alcuna attenzione a questi problemi nemmeno nella sua Agenda, con ciò confermando che, qualora tornasse alla guida del governo, proseguirebbe l’opera di sistematico smantellamento delle strutture statali della tutela e di privatizzazione del patrimonio pubblico».

Nella lettera di autosospensione del 9 gennaio la Borletti Buitoni esprime la propria visione in merito alle prossime elezioni quale «occasione storica per portare in Parlamento persone capaci di promuovere una fase costituente di riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno. Cultura, paesaggio, beni culturali sono ambiti trascurati e maltrattati dall'azione di tutti i precedenti Governi, questo incluso, rendendoli così sempre di più una grande emergenza nazionale».
Una questione di scelte, dunque, ma anche di priorità. E c’è poco da stare tranquilli se, chi dovrebbe giocare la partita a favore della causa, crede che «la cultura sia, naturalmente dopo il lavoro, naturalmente dopo l'emergenza dei nostri conti, naturalmente dopo altre emergenze, una delle grandi priorità del Paese». Come da lei annunciato durante il programma radiofonico condotto da Massimo Valli su Radio Montecarlo.
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