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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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lunedì 28 gennaio 2013

Porto Cervo come un borgo d’Oriente nasce la Costa Smeralda dell’emiro

Cambiano i dettagli del “progetto di sviluppo” locale, tutti col cappello in mano dal nuovo padrone ma tutto come prima, peggio di prima. La Repubblica 28 gennaio 2013, postilla (f.b.)

OLBIA — Cambia volto la nuova Costa Smeralda targata Al Thani. L’emiro del Qatar di recente ha comprato dal tycoon americano Tom Barrack l’impero fondato dall’Aga Khan e vuole evidentemente lasciare la sua impronta. Stile e architettura appaiono orientaleggianti, evocativi di tempi e realtà che richiamano mondi lontani. Lo si capisce dalle simulazioni grafiche della holding che si occupa dei progetti.

Colossale il piano d’investimenti nel Nord Sardegna. Quattro moderni hotel superlusso andranno ad aggiungersi agli altri esclusivi fatti costruire mezzo secolo fa dal principe ismailita. Ci sono poi in previsione 90 ville in posizioni strategiche, con panorami mozzafiato per i magnati che potranno permettersele. E trenta maxi-residenze, in prossima vendita per svariate decine di milioni. Quasi altrettanti gli stazzi galluresi da ristrutturare più nell’entroterra: in passato ospitavano tenute agro-pastorali, adesso sono destinate a qualche miliardario, magari proprio degli emirati arabi. E nella progettazione firmata Al Thani si valuta persino la costruzione di un enorme parco acquatico dietro la spiaggia di Liscia Ruja.

Ora naturalmente i piani dovranno confrontarsi con la legge salvacoste voluta da Renato Soru e con gli altri vincoli paesaggistici fissati da norme nazionali, come la Galasso. Sì, perché nell’isola gli investimenti annunciati dall’emiro stanno provocando reazioni contrapposte. Da un lato, molti politici locali, alla disperata caccia di un lavoro per i loro amministrati, sono schierati con Al Thani. E anzi sono andati con Monti sino in Qatar per assicurargli il loro appoggio i sindaci di Arzachena e Olbia, oltre al governatore Ugo Cappellacci. Dall’altro lato, manifestano dubbi e perplessità sulle mire espansionistiche del nuovo monarca della Costa Smeralda indipendentisti, ambientalisti e molti esponenti delle forze di centrosinistra che in questi ultimi anni si sono battuti contro il cemento selvaggio lungo i litorali.

Al Thani ha comprato per 600 milioni l’impero appartenuto sino ai primi anni Duemila all’Aga Khan e adesso vuole investirci un altro miliardo. Non si sa ancora con esattezza quale sarà l’impatto effettivo del nuovo master plan. Si parla di cubature che oscillano tra i 400mila e i 550mila metri cubi, circa un quinto di quelli previsti nel progetto di ampliamento presentato una quindicina d’anni fa dal principe ismailita e poi ripreso, mutato, da Barrack. Tutto, comunque, su un territorio che si estende per quasi 2.500 ettari in uno dei paradisi naturali più suggestivi di questa terra considerata tra le meraviglie del Mediterraneo. Nei progetti dell’emiro non ci sono sole le residenze ma anche tre parchi giochi, una pista da gokart e una scuola riservata ai manager del nuovo turismo d’élite. L’obiettivo è svecchiare la clientela abituale che ogni estate si dà appuntamento in questi dorati lidi tra Porto Cervo, Pitrizza, Romazzino e puntare sui giovani super ricchi non solo d’Italia ma anche dei paesi emergenti.

Postilla
Si può anche chiedersi poi cosa intendano, con questa “disperata caccia di un lavoro per i loro amministrati”, gli amministratori col cappello in mano. Una risposta la può dare un giretto a Olbia città: distesa di case senza marciapiedi, senza spazi pubblici, con le poche funzioni pregiate risucchiate in un aeroporto privato, manco fosse il più extraterritoriale degli shopping mall. In città le macerie, gente che per socializzare si arrangia come dopo un evento traumatico. Peccato che l'evento traumatico sia quello che è arrivato qui un paio di generazioni fa, col turismo suburbano, lasciando la città un guscio avvizzito. E la domanda si riformula: volete rifarlo, identico, un'altra volta? (f.b.)
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