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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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giovedì 31 gennaio 2013

Pedemontana, M4 e Tem non saranno pronte nel 2015

La notizia è sconcertante magari per chi punta sulla logica dell'emergenza, importante per chi vorrebbe cambiare seriamente prospettive di sviluppo. Il Sole 24 Ore, 31 gennaio 2013, postilla (f.b.) 

MILANO - Niente linea 4 della metropolitana milanese, né Pedemontana né Tangenziale Est esterna di Milano (Tem). Queste sono solo alcune delle opere infrastrutturali che non saranno realizzate in tempo per Expo 2015. Lo afferma Assolombarda, l'associazione che riunisce gli imprenditori milanesi, durante la presentazione del rapporto Oti avvenuta, ieri, a Milano. «L'unica infrastruttura autostradale che sarà completata in tempo utile – dice il vicepresidente Giuliano Asperti – è la Brebemi (direttissima Brescia-Milano), per la quale i lavori sono già al 65% e dovrebbero concludersi entro il 2015 senza problemi».

E le altre autostrade? «Di Pedemontana - continua Asperti - sarà nel migliore dei casi completata solo la bretella di collegamento tra le autostrade A8 e A9; per quanto riguarda la Tem si dovrebbe riuscire a ultimare soltanto il cosiddetto arco Tem, cioè quel tratto di tangenziale che unirà la Cassanese alla Rivoltana per smaltire il traffico di Brebemi ed evitare che la nuova autostrada sfoci in aperta campagna». Nubi si addensano sulla continuità finanziaria di Pedemontana e Tangenziale esterna: complessivamente occorre ancora reperire un miliardo di euro di capitale sociale e quasi 4,5 miliardi a debito sui mercati finanziari. Visti i tempi, con la crisi che continua a mordere, non c'è alcuna certezza che l'operazione vada in porto con successo.

Nemmeno la quarta linea della metropolitana milanese (M4) vedrà la luce entro il 30 aprile 2015, vigilia di Expo, mentre sono stati abbandonati i progetti per le vie d'acqua, per le vie di terra, per una sesta linea della metropolitana e per una variante della strada statale Varesina. Questi sono solo alcuni dei progetti che non prenderanno corpo in tempo per Expo 2015, mentre tra quelli a rischio slittamento Asperti individua «le aree a parcheggio, il collegamento tra la statale 11 e la Varesina» e altro ancora.

«Queste infrastrutture - commenta Alberto Meomartini, presidente di Assolombarda - sono opere vitali per la Lombardia e, di conseguenza, per l'Italia, che è collegata all'Europa e al mondo tramite questa regione. Chiunque governerà il territorio lombardo troverà in Assolombarda un alleato critico e autocritico, ma in ogni caso si dovrà insistere, insistere, insistere per adeguare le nostre infrastrutture agli standard mondiali e restare competitivi. Basta con gli escamotage, le merci e i passeggeri in circolazione nel mondo sono in aumento e c'è necessità di servizi adeguati al loro trasporto».

Postilla
Si parla negli ultimi giorni, dietro le quinte ma non troppo, della contraddizione abbastanza evidente fra dichiarate adesioni a un modello di sviluppo “sostenibile” per la ex padania felix, e realtà dei processi in atto, nonché di una consolidata cultura intrecciata con altrettanto consolidati interessi. Basta scorrere le dichiarazioni dei candidati (per esempio quelle riportate ieri anche su questo sito) per capire che spesso ci si arrampica parecchio sui vetri, nel tentativo di far quadrare il cerchio. L'alternativa, forse, potrebbe essere quella di scaricare, aiutati dalla fine della Emergenza Expo, anche il modello territoriale disperso ed energivoro che sinora si è portata appresso. Scaricando in modo esplicito e fermo anche certe culture, ahimè assai ben rappresentate nel sottobosco delle candidature “progressiste” e delle consulenze, elettorali e future. Si è ascoltato ultimamente qualcuno dire che “La Città Infinita è Finita”: non bastano le chiacchiere per gonzi, anche quando le si elargisce coi soliti toni ispirati e lo sguardo sognante (f.b.)
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