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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

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lunedì 28 gennaio 2013

Menschendämmerung

L'Olocausto è diverso.  «Ricordare non basterà, la memoria non ci assolve – nulla può». Scritto per Eddyburg in occasione del giorno della memoria,  e inviato il 28 gennaio 2013

Il numero delle vittime, la volontà di eliminare un intero popolo e interi popoli, la potenza di contagio di ideologie genocide, la coscienza su sin dove può arrivare la mente umana, farebbero dell'Olocausto una delle più grandi tragedie della storia.

Ma ciò che lo rende diverso, una singolarità, un punto assoluto della storia, è la sua modernità.

Ci sono stati – prima e poi – ideologie genocide, follie collettive e immensi stermini, ma mai un tale disegno è stato perseguito con tali strumenti della modernità: pianificazione funzionale, ordinati apparati burocratici dello Stato approntati secondo criteri dell'efficienza, razionalità procedurale, le scienze sociali moderne e la potenza della tecnica al servizio dell'industrializzazione dei processi di sterminio – la soluzione finale come una vasta ingegneria di problem-solving.

Non sono l'irrazionalità, i profondi istinti sempre in agguato e le tenebre della follia umana, ciò che rende l'Olocausto l'abisso dell'umanità, ma al contrario, l'universale della modernità europea che lo ha reso possibile: razionalità, tecnica, organizzazione funzionale dello Stato, efficienza ingegneristica, che hanno viepiù reso possibile che diventi "banale".

Non già la bestialità, ma al contrario tale sua "superumanità" fanno di esso la secolare caduta dell'uomo, Menschendämmerung.

Una singolarità storica su cui incardinare nuovi calendari, per segnare un avanti e un dopo.

Ricordare non basterà, la memoria non ci assolve – nulla può.
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