responsive_m

menu

subheader

ULTIMI AGGIORNAMENTI

giovedì 24 gennaio 2013

Il difficile rapporto fra cittadini e piano urbanistico

Una piccola iniziativa di divulgazione culturale in materia urbanistica, che prova a far confrontare la società locale con temi di carattere più generale, per capire che in fondo siamo tutti sulla stessa barca. Corrispondenza per Eddyburg

Cosa possono fare gli abitanti di un piccolo comune della Lombardia (e non solo) per contrastare le scelte inutilmente espansive del Piano di Governo del Territorio appena adottato? Poco, praticamente nulla. La partecipazione delle associazioni di cittadini, nella legge regionale n° 12/2005 sul governo del territorio, è prevista nel limite dei trenta giorni dalla sua adozione, giusto perché poi, a cascata, anche i loro iscritti sappiano quali decisioni sono state assunte per il territorio in cui vivono. La medesima legge ha introdotto l’interlocuzione con i cosiddetti portatori d’interesse come pratica istitutiva del processo di piano: a sindacati, associazioni di categoria e organizzazioni di volontariato presenti sul territorio sono garantite forme di consultazione che, a seconda della natura dei soggetti, oscilla tra la disponibilità a lasciar spazio ai suggerimenti e la comunicazione delle decisioni prese.

L’interlocutore davvero determinante sulle strategie di piano è l’interesse immobiliare diffuso, che nella legge regionale 12 è di fatto equiparato all’interesse pubblico. L’esteso utilizzo della perequazione come strumento che dovrebbe evitare il peso eccessivo della speculazione fondiaria sulle scelte di piano, l’attivazione del mercato dei diritti edificatori come ambito di regolazione dei possibili conflitti tra interesse pubblico e privato, introducono nell’iter di formazione del piano l’illusione che tutti siano uguali di fronte alle strategie adottate. Sono pochissime le amministrazioni comunali lombarde che hanno operato in modo diverso nella formazione del PGT. Tra queste vi è quella di Solza, piccolo comune dell’Isola bergamasca che si è dotato di un piano senza ambiti di trasformazione riguardanti il suolo non antropizzato. Nella stragrande maggioranza dei casi però con l’adozione del PGT si producono le condizioni per trasformare suolo agricolo e boscato in superficie urbanizzata e continuare a riprodurre il fenomeno della dispersione insediativa.

Questo era l’argomento dell’incontro di venerdì 18 gennaio a Cantello (VA), uno dei tanti comuni lombardi che ha appena adottato un PGT del tutto allineato alla consolidata e preoccupante consuetudine regionale in materia di pianificazione urbanistica. L’iniziativa era organizzata dal locale circolo ARCI, oppositore inascoltato di quel piano, che ha chiesto ai relatori Fabrizio Bottini e all’estensore del piano di Solza Mauro Baioni, entrambi docenti della scuola estiva di Eddyburg, di fornire un’interpretazione delle ragioni che presiedono il consumo di suolo e della natura, per così dire antropologica, dello sprawl. Che cosa trasforma un paese di campagna in un suburbio dormitorio? Perché la villettopoli è nemica della città e dei nuclei antichi? Che cosa c'entra tutto ciò con la qualità di vita delle persone?

Sono domande che l’amministrazione comunale di Solza si è posta iniziando il processo di formazione del PGT. Anche se con un certo ritardo, visto che, ha spiegato Mauro Baioni, quel piano può cercare solo di limitare i danni della condizione nella quale si trova il piccolo comune, parte di quella estesa area urbana da 120.000 abitanti che è l’Isola bergamasca. Una città senza città, inserita a sua volta in una rete di aree urbane che dalla fascia pedemontana della Lombardia convergono nel nodo dell’area metropolitana milanese. Condizione analoga a quella di Cantello, comune dell’area urbana di Varese, dove il consumo di suolo, per effetto della vicinanza alla città, è stato sì più intenso rispetto alla media dell’area urbana ma poca cosa se paragonato ai quasi 2 chilometri quadrati di nuove urbanizzazioni che lì sono state sviluppate tra il 1999 e il 2007.

D’altra parte conquistare nuovi territori estendendo gli effetti della città sulla campagna è un fenomeno antico, ha ricordato Fabrizio Bottini, che ha origini pre-industriali, quando ancora le mura e la limitatezza delle risorse costituivano un confine preciso. E’ la periferia il limite in continua espansione tra città e campagna e, malgrado le proposte per la ricomposizione dell’equilibrio tra i due poli della questione siano ormai vecchie di un secolo, l’esodo di abitanti verso il suburbio continua indisturbato.
Iniziative come quella di Cantello dimostrano che sulla qualità della loro vita le persone che abitano il suburbio qualche domanda cominciano a farsela. I centri storici abbandonati mentre tutto attorno si allarga la villettopoli qualche interrogativo lo pongono, anche se sono pochissime le amministrazioni locali disposte a coglierlo e a tentare di dare risposte. Di qui la consapevolezza che si sta diffondendo tra i cittadini, variamente organizzati in associazioni e comitati di difesa del territorio, che la pianificazione alla scala comunale non può costituire la soluzione al problema, essendone piuttosto la causa.

Lo testimonia la vasta adesione che sta avendo l’appello Urbanistica e territorio: una priorità per la Lombardia pubblicato su Eddyburg nei giorni scorsi e le tante iniziative che ovunque sul territorio regionale sottolineano l’urgenza di una radicale riforma della legge sul governo del territorio. I recenti provvedimenti in materia di riordino degli enti territoriali stanno facendo crescere la consapevolezza, al di là di qualche resistenza campanilistica, che sia l’area vasta il quadro di riferimento per scelte insediative. L’istituzione fra meno di un anno della Città Metropolitana di Milano è una formidabile occasione per ragionare sulle opportunità che la dimensione sovra comunale offrirà in materia di pianificazione del territorio e delle reti infrastrutturali, di politiche per la mobilità, l’ambiente, lo sviluppo economico e la coesione sociale. E, a questo riguardo, proficua potrebbe essere l’occasione del rinnovo del Consiglio Regionale.
Show Comments: OR