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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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martedì 29 gennaio 2013

I commercianti terreno di caccia

Promesse elettorali, di solito a vanvera o regressive, sull'insediamento dei negozi: conta l'urbanistica, rigorosamente dimenticata. La Repubblica Milano, 29 gennaio 2013, postilla (f.b.) 

È il mondo delle imprese e del commercio, che ieri ha lanciato il suo grido di dolore, che è diventato terreno di caccia nella corsa al Pirellone. Sono loro i grandi corteggiati dai principali candidati presidenti. Che cercano di gettare ponti e parlare il linguaggio delle imprese infarcendo le liste di nomi acchiappavoti che arrivano dalle stanze di Confcommercio. Candidature civiche, soprattutto, nelle formazioni che portano il nome di Umberto Ambrosoli (Alfredo Zini), Roberto Maroni (Anna Lucia Carbognin e Piergiorgio Trapani), nella lista di Gabriele Albertini (Costante Persiani) e in quella, apparentata con Pdl e Lega, di Giulio Tremonti (Alessandro Prisco). Ma anche, naturalmente, dettando le loro promesse. A cominciare dalla più ardita, quella del leader del Carroccio, che ingaggia una battaglia contro i giganti al grido di una «moratoria sulla costruzione di nuovi centri commerciali», per valorizzare «il piccolo commercio e i negozi di vicinato». Un nuovo tormentone scandito però, in quella stessa Lombardia governata negli ultimi 18 anni da Pdl e Lega. In cui, dal 2005 al 2012, i metri quadrati delle grandi strutture di vendita sono passati da 3 a 3,8 milioni: il 25 per cento in più.

Numeri e insegne. Spuntate alle periferie delle città. Dalla Bergamasca a tinte azzurro-verdi a Tradate. Nella culla del Carroccio, il Comune ha approvato la costruzione di un mega polo da 80mila metri quadrati. Manna per le casse del Comune (8,5 milioni di oneri di urbanizzazione) e un entusiasta (correva l´anno 2006) sindaco leghista: «Un progetto che cambierà il volto del territorio», disse Stefano Candiani, fedelissimo di Maroni e oggi responsabile della sua lista civica. Segrate (sindaco Pdl, vicesindaco leghista) sta aspettando il cantiere del "Westfield Milan", descritto come uno degli spazi vendite più grandi d´Europa. «L´accordo urbanistico porta anche la firma dell´allora assessore regionale Boni», spiega il sindaco Adriano Alessandrini. E, nonostante un voto contrario del Carroccio in Consiglio comunale nel 2009, assicura: «La maggioranza è a favore di un piano che porta servizi». Damiano Di Simine di Legambiente ricorda la battaglia (vinta) contro un grande punto vendita a Brugherio spinto «da un sindaco leghista». Perché, alla fine, i "sì" arrivano. Di ogni colore politico.

È la Regione ad avere voce in capitolo sugli spazi più vasti. Solo nell´ultimo anno, dalle conferenze di servizio sono arrivate 20 autorizzazioni per nuove costruzioni o allargamenti. Senza tornare al passato e ai casi giudiziari (ancora aperti), con l´ex assessore Boni coinvolto nell´accusa per una presunta mazzetta per l´ok della Regione alla «realizzazione di un centro commerciale in località Albuzzano (Pavia)». «Basta ipocrisia», protesta Arianna Cavicchioli del Pd. «Basta guardare quanti nuovi imponenti centri sono fioriti sotto l´era Formigoni-Gibelli per rendersi conto che la Lega non ha difeso gli interessi dei commercianti». Sel ricorda un ordine del giorno presentato a febbraio 2012 per «una moratoria di cinque anni per l´autorizzazione alla realizzazione di nuove strutture della grande distribuzione». Bocciato dal Consiglio.

Davide (che tutti i candidati vogliono tutelare) contro Golia. Il suo stop, Maroni l´ha lanciato proprio durante il convegno di Rete Imprese Italia. È sempre lì che Albertini (anche lui scandisce «lavoro, lavoro, lavoro») ha chiuso la porta alla proposta: «Anziché bloccare gli investimenti economici che comunque sono sviluppo, bisognerebbe cercare di favorire l´unione dei piccoli in consorzi». Ambrosoli, che la scorsa settimana è andato anche ad ascoltare le richieste di Confindustria, ha inviato un messaggio: «Ho deciso di puntare tutto sul lavoro, voglio mettere in moto un circuito virtuoso fatto di una ricchezza sana e duratura che riesca a non lasciare indietro nessuno», la sua promessa. Alla voce "commercio" del programma la necessità di un nuovo «impianto normativo» (tra i punti: «compatibilità con gli indirizzi urbanistici, salvaguardia ambientale, tutela della salute e del lavoro») per i centri commerciali con l´obiettivo di arrivare a un giusto equilibrio. E incentivi ai Distretti urbani del commercio.

Postilla
Ovvio, che in campagna elettorale si faccia di tutto per catturare consensi, ma colpisce egualmente che in un lungo articolo che trabocca di dichiarazioni (a vanvera, appunto) grondanti di temi territoriali, ambientali, urbanistici, trasportistici, nessuno si azzardi mai, nemmeno per scherzo, a nominare il territorio, l'ambiente, l'urbanistica, i trasporti. Le balle di settore per quei temi se le tengono per il convegno elettorale di domani, dove il tuttologo immancabile ci racconta la sostenibilità. A quando un po' più di rispetto per l'intelligenza dei cittadini, che magari frequentano entrambi i convegni? (f.b.)
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