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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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martedì 18 dicembre 2012

«Quaranta milioni di euro ci sono venerdì firmiamo l’accordo»

Il sindaco di quella che fu chiamata Repubblica serenissima ritiene 40 milioni di euro un prezzo sufficiente per cedere a privati un’area su cui si gioca il futuro della città. Nessuno lo fermerà? Nessuno pagherà un “errore di valutazione”? Temiamo di no. E alla benedizione del Capo dello Stato si è aggiunta oggi quella del Patriarca. La Nuova Venezia, 18 dicembre 2012

Patto di Stabilità, corsa contro il tempo - con il rischio di perderla - per vendere a Pierre Cardin i terreni comunali del Palais Lumière, con l’anticipo dei permessi comunali, che potrebbero fruttare a Ca’ Farsetti circa 40 milioni di euro vitali per rispettare i vincoli sugli accantonamenti previsti per Ca’ Farsetti, soprattutto ora che da Roma non arrivano buone notizie sull’allentamento del Patto di Stabilità per i Comuni. Dagli emendamenti alla Legge di Stabilità esaminati ieri in Commissione Bilancio al Senato sono arrivati 600 milioni in più ai Comuni per allentare i vincoli del Patto, di cui solo 21 destinati al Veneto. Briciole dunque, con un Comune come Venezia che deve recuperarne circa 120 entro la fine dell’anno per restare entro i limiti fissati per quest’anno dal Governo.

Ciò che potrebbe ancora arrivare - secondo le ultime notizie - sono i “famosi” 50 milioni di euro di Legge Speciale attesi da tempo, che potrebbero essere stanziati direttamente dal Governo senza passare per il Cipe e ci sarebbe - come ha riferito anche il sindaco Giorgio Orsoni - nella riunione di maggioranza di ieri - una mezza promessa in questo senso perché arrivino entro l’anno, anche se è da vedere se sarà onorata. C’è poi la questione della vendita delle quote Save, di cui riferiamo a parte. Per questo l’indicazione che anche ieri il sindaco ha dato alla sua maggioranza è quella di aspettare almeno fino agli ultimi giorni dell’anno per capire se sarà possibile rispettare effettivamente il Patto o se, essendo costretti ad uscire dai suoi limiti, in che misura contenere lo “sforamento” e con quali penalizzazioni su nuove assunzioni, investimenti e contratti.

Ci si muove, dunque, in un quadro di grande e convulsa incertezza, di cui la questione-Palais Lumière è un emblema. Ieri, dopo le polemiche dei giorni scorsi, il nipote di Pierre Cardin, Rodrigo Basilicati - che segue la trattativa per lo stilista - ha incontrato Orsoni dopo un incontro tecnico in Regione per chiarire i termini di un accordo. «Abbiamo chiarito i malintesi con il sindaco», spiega Basilicati, «ed è possibile che già venerdì si arrivi alla stipula della convenzione con il Comune per il Palais Lumière, con una cifra messa a disposizione della città di circa 40 milioni di euro, relativa per una metà all’acquisto da parte nostra dei terreni comunali e per l’altra metà all’anticipo sui permessi concessi dall’Amministrazione per accelerare il via libera al progetto. Mio zio mi ha già detto che non si muoverà con le banche francesi per ottenere la liquidità necessaria se prima non verrà fermato l’accordo. Ci sarebbero quindi solo pochi giorni a disposizione per far arrivare al Comune entro l’anno la cifra pattuita».

Da parte sua, più prudente è Orsoni: «Sulla cifra e sull’accordo aspetto il parere dei tecnici che stanno lavorando. Se mi diranno che la valutazione è congrua, chiuderemo l’accordo anche entro venerdì, anche se le dichiarazioni di Basilicati degli ultimi giorni non mi sono piaciute, perché il Comune non prende nulla di più di quello che gli è dovuto e perché non si può pensare di mandare avanti il progetto del Palais Lumìere, se prima Pierre Cardin non acquisisce le aree su cui intende realizzarlo». E mentre il Comune palpita per sapere se potrà vendere in tempo per il rispetto del Patto di Stabilità, sul Palais Lumiére arriva anche la “benedizione” del Patriarca Francesco Moraglia. «Forse dà possibilità di lavoro», ha detto ieri, «a molta popolazione in un momento di difficoltà. Non voglio schierarmi, ma questa opera può essere considerata come un passo in avanti in una realtà che attende di poter ricevere anche delle risposte concrete sul territorio».





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