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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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giovedì 20 dicembre 2012

I creditori dei crac Ligresti «Avanti sul progetto Cerba»

Come volevasi dimostrare, l’operazione per cui hanno fatto fuoco e fiamme Penati e la Moratti con la ricerca e la salute non c’entra nulla. Corriere della Sera, 20 dicembre 2012 (f.b.)

Le banche creditrici del fallimento delle società di Salvatore Ligresti, Im.co e Sinergia, fanno pressing per la realizzazione del Cerba, il Centro europeo di ricerca biomedica avanzata che deve sorgere nel Parco Sud. L'opera è in progetto su terreni già di proprietà di Ligresti. Così l'ambizioso progetto della cittadella della scienza, che l'oncologo Umberto Veronesi aveva annunciato nella seconda metà del 2003, diventa uno degli asset strategici più importanti per gli istituti bancari per recuperare i soldi (la ristrutturazione del debito dovrebbe seguire la strada del concordato fallimentare, quindi con il consenso del Tribunale).

È quanto emerge da documenti riservati, inviati di recente al collegio dei curatori fallimentari. «Si invita cortesemente il collegio dei curatori — scrive Unicredit — a volere rappresentare alla prossima riunione l'interesse delle banche creditrici a proseguire l'iniziativa». Complessivamente in gioco ci sono quasi 330 milioni di euro. È la cifra che gli istituti di credito devono riavere in seguito al fallimento di Ligresti: la più esposta è proprio Unicredit (con il 57,5%), le altre sono la Banca Popolare di Milano, il Banco Popolare, la General Electric, il Monte dei Paschi di Siena, la Banca Sai e la Banca Popolare di Sondrio. La questione nasce anche perché Salvatore Ligresti era riuscito ad avere prestiti importanti ipotecando per 120 milioni proprio l'area su cui dovrebbe sorgere il Cerba.

La realizzazione del progetto, però, al momento non è per nulla scontata. Una riunione fondamentale a tal proposito è fissata per domani: parteciperanno Regione Lombardia, Provincia, Comune di Milano, Parco Sud e Fondazione Cerba (i cui soci sono Enpam, Banca Intesa, Unicredit, Banca Popolare di Milano, Allianz, Generali, Unipol-Fonsai, Rcs, Pirelli). Il pallino è in mano al Comune, che deve decidere se bloccare la convenzione (alla luce della scadenza dei termini entro i quali il progetto avrebbe dovuto partire) oppure se concedere altro tempo. È una decisione delicata: da un lato c'è la realizzazione di un progetto scientifico di rilevanza internazionale, dall'altro il timore di possibili speculazioni immobiliari sul Parco Sud. E la preoccupazione di Palazzo Marino appare tutta concentrata proprio su questo secondo aspetto. In caso di un via libera del Comune, l'idea delle banche è di conferire l'area del Cerba a un fondo immobiliare gestito da Hines Italia di Manfredi Catella.

Nota
E' certamente inelegante ricordarlo e ribadirlo, ma sin dal primo momento L'avevamo detto (f.b.)
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