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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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giovedì 6 dicembre 2012

Fontego dei Tedeschi, arriva il sì della Soprintendenza al progetto Benetton

«Scala mobile spostata dalla corte centrale nel porticato e un belvedere all’altezza del tetto al posto della terrazza»  Soddisfatto Benetton. Il prossimo in lista d’attesa è Piero Cardin. La Nuova Venezia, 7 dicembre 2012

Via libera definitivo - come previsto - alla trasformazione del Fontego dei Tedeschi «targata» Benetton, con la scala mobile spostata dalla corte del complesso cinquecentesco sotto il porticato e con un belvedere panoramico ad altezza del tetto al posto della maxiterrazza panoramica progettata da Rem Koolhaas e bocciata dal Ministero dei Beni Culturali. La soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia Renata Codello d’intesa con il direttore regionale dei Beni Culturali Ugo Soragni ha infatti firmato ieri il parere favorevole - con alcune prescrizioni sull’uso dei materiali e su altre soluzioni interne - al progetto modificato e rivisto da Edizione (la società del gruppo Benetton proprietaria del Fontego) proprio sulla base delle indicazioni degli uffici periferici di tutela. I punti “caldi” segnalati anche dal parere del Comitato per i Beni Architettonici del Ministero dei Beni Culturali erano soprattutto due. La scala mobile prevista all’interno della corte cinquecentesca, necessaria per l’insediamento nel complesso del grande magazzino del gruppo Rinascente, previsto dalla trasformazione. E appunto la terrazza panoramica con vista sul Canal Grande e sul ponte di Rialto che inizialmente doveva diventare un bar-ristorante con tavolini. La scala mobile - indispensabile al grande magazzino anche per collegarsi a quelle previste ai piani superiori, verrà spostata dalla corte al porticato laterale che lo fiancheggia, lasciando così inalterato l’aspetto dell’area di accoglienza del Fontego dei Tedeschi dove è previsto l’insediamento di un moderno bàcaro con tavolini. La maxiterrazza, come detto, non si farà, più, ma al suo posto la Soprintendenza ha consentito la realizzazione di un belvedere che non andrò però a intaccare il tetto, che rimarrà inalterato, ma gli girerà intorno, consentendo comunque ai visitatori di affacciarsi sul panorama del Canal Grande, senza però sostare. Una soluzione di compromesso - dopo tante polemiche e lo stop dei Beni Culturali - che consentirà comunque a Benetton e alla Rinascente di realizzare la trasformazione prevista. Si sbloccano così anche i 6 milioni di euro previsti dal gruppo di Ponzano al Comune per il cambio di destinazione d’uso dell’edificio, che erano «congelati» proprio in attesa del via libera della Soprintendenza. Adesso l’ultima parola spetterà al Consiglio comunale, chiamato ad approvare la convenzione già stipulata da tempo tra il Comune e Edizione, ma che si era appunto fermata in attesa del parere definitivo della Soprintendenza. I lavori di trasformazione del Fontego dei Tedeschi – ultimata la parte progettuale - potrebbero perciò partire entro il prossimo anno, con un investimento massiccio da parte dei nuovi proprietari. La vicenda sembra dunque giunta alla fine, ma resteranno probabilmente le perplessità e le contrarietà dei molti che in città e fuori di essa ritengono l’intervento su uno degli edifici-simbolo di Venezia eccessivamente impattante

Precedenti articoli  sull'argomento nella cartella Vivere a Venezia, in Archivio.eddyburg

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