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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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venerdì 30 novembre 2012

Un profumino di sinistra. E l'arrosto?

Niki Vendola ha invitato i suoi elettori a votare Bersani nel ballottaggio con Renzi, perché nelle sue parole sente ...

Niki Vendola ha invitato i suoi elettori a votare Bersani nel ballottaggio con Renzi, perché nelle sue parole sente un 'profumino di sinistra'. Speriamo che ci sia anche l'arrosto! Ma quale è l'arrosto, cioè, cosa significa una politica di sinistra? A questa domanda possiamo rispondere con una dichiarazione impegnativa dello stesso Vendola: ridare centralità politica alla questione dell'ambiente e del paesaggio. Prospettare cioè, un modello di sviluppo (ma altri direbbero di decrescita) in cui paesaggio e ambiente siano considerati beni comuni 'della comunità' (e non dello Stato in quanto 'persona' - si veda a questo proposito lo straordinario ultimo libro di Salvatore Settis "Azione popolare"); quindi inalienabili e non spacchettabili o cartolarizzabili. Ma vi è molto di più; significa, tanto per cominciare, iniziare una poderosa opera di cura del territorio, dai versanti in pericolo, al reticolo idraulico minore, primo passo indispensabile per un ripopolamento della collina e della montagna. Le tante piccole opere che, perfino il ministro Clini, in un recente convegno, ha indicato come necessarie e occasioni di occupazione - intellettuale e non solo bracciantile - per molti giovani cui piace un ritorno qualificato all'agricoltura. Scelta tanto più necessaria, quanto più appare evidente che i cambiamenti climatici sono già ora e nel futuro non potranno che aggravarsi; a partire dal fatto che le alluvioni catastrofiche non 'rispettano' più tempi di ritorno duecentennali (su cui sono calibrate le opere idraulica di messa in sicurezza, con conseguenti possibilità edificatorie), come mostrano i recenti fenomeni in Liguria e Toscana. Dunque, l'alternativa fra destra e sinistra, fra neo-liberismo e consapevolezza della necessità di superare l'idolatria del mercato è molto chiara. Non valgono le alchimie politiche delle alleanze a prescindere dai programmi e dagli impegni. Qui si tratta di cogliere un'occasione formidabile per dare rappresentanza al popolo dei cittadini e dei comitati che difende territorio e ambiente come beni comuni in grado di produrre ricchezza, non solo per noi ma anche, soprattutto, per le generazioni future. Su questo tema centrale, il centrosinistra al governo, con Prodi e D'Alema, è stato sostanzialmente subalterno alla strategia di rientro del debito (ma in realtà così non avverrebbe) ottenuto della vendita dei beni statali o del loro uso ai privati, previa un passaggio intermedio a Regioni e Comuni, incaricati di varianti urbanistiche 'di valorizzazione' alla barba degli strumenti urbanistici: un federalismo distorto e micidiale nella situazione attuale di tagli lineari alla spesa pubblica. Vendola ha perciò una responsabilità precisa: non solo portare questi valori in un prossimo governo di sinistra (se mai si farà), ma far sì che siano tradotti in azioni concrete. Altro che profumino di sinistra...
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