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23M 2019: una marcia rivoluzionaria

23M 2019: una marcia rivoluzionaria
Il 23 marzo 2019 anche eddyburg si unisce alle migliaia di persone che scenderanno in strada per le vie e le piazze di Roma in una grande Marcia per il clima, contro le grandi opere inutili e per una giustizia ambientale. Ancora una volta sono i movimenti, i comitati, gli abitanti a rivendicare le ragioni per una rivoluzione del sistema, del modello di sviluppo in assenza di una sintesi politica capace di cogliere la svolta radicale necessaria per coniugare la salute, il benessere sociale, la salvaguardia del nostro pianeta terra e delle specie che lo abitano e i diritti umani. (i.b)

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mercoledì 21 novembre 2012

Rivoluzione nelle stalle. Alpeggi e fattorie avranno la banda larga

 Titolo clamorosamente sbagliato: non succede affatto nelle stalle, e naturalmente non è una rivoluzione. Però, anche se per motivi elettorali, è un passo avanti, futuri eletti consentendo. Corriere della Sera Lombardia, 21 novembre 2012, postilla (f.b.) 

MILANO — Una rivoluzione high tech nelle stalle. Dagli alpeggi della Valtellina alle cascine della Bassa arriverà Internet ad alta velocità. Le aree agricole di montagna, come le fattorie di pianura, non saranno più tagliate fuori dalla rete. Nelle zone rurali di 47 comuni della Lombardia è infatti in arrivo la banda larga, con 198 chilometri di fibra ottica, che metteranno online oltre 34 mila abitanti, un fetta della nostra regione finora dimenticata dalle autostrade del web. L'annuncio, con un investimento di 8 milioni di euro da parte del Pirellone, è stato dato ieri dall'assessore regionale all'agricoltura, Giuseppe Elias.

Da Verceia, 1.116 abitanti, all'imbocco della Valchiavenna, all'incrocio fra le province di Sondrio, Como e Lecco, a Retorbido, 1.434 anime, allo sbocco della valle Staffora, nell'Oltrepò Pavese, le aziende «verdi» si preparano a dire addio al digital divide: niente più fossato tecnologico che penalizza aziende e residenti: «La banda larga è un vantaggio per tutte le realtà produttive di un territorio e, in questo caso, renderà più efficiente il lavoro degli imprenditori agricoli — ha spiegato l'assessore Elias —. I 47 comuni interessati dagli interventi sono stati individuati nelle zone svantaggiate della Lombardia e si vanno ad aggiungere ai 132 comuni che in passato hanno già beneficiato di interventi simili.

Tutti infatti devono poter accedere ai servizi di telecomunicazioni e di accesso a Internet che rappresentano un passaggio obbligato verso l'innovazione, l'occupazione e la crescita». Abbattere l'isolamento digitale, continua l'assessore, è dunque «un obiettivo strategico, perché stimolerà e faciliterà lo sviluppo e le competitività delle imprese che operano in questi territorio agricoli».

Postilla
È almeno dall’epoca dei primo congresso dell’Istituto Nazionale di Urbanistica che chi ne capisce, nel nostro paese, prova a spiegare alla politica che modernizzazione e urbanizzazione stupida e cementificata non sono sinonimi. Col filogovernativo a oltranza Vincenzo Civico che tuonava “Urbanistica Rurale = Urbanistica Fascista”, e altri meno perentori ma più analitici che iniziavano a spiegare come i suoli agricoli andassero gestiti con le medesime prospettive che in fondo già si erano rivelate utilissime per i densi ambienti urbani, ma rigorosamente senza confondere i due piani. Già: città e campagna, eterno dilemma che ancora oggi gli stracciamutande praticoni della cosiddetta Città Infinita autostradale manco si immaginano, e i banchieri che li pagano neppure per scherzo. Ma esiste eccome, e oggi si chiama consumo di suolo, almeno per chi considera il problema sul versante corretto, senza confonderlo con estetismi di lusso, o benintenzionate sparate a vanvera, o miserabili carriere personali. E una delle tante risposte è appunto tornare a quei primi vagiti della pianificazione territoriale moderna: un assetto regionale equilibrato, sul versante ambientale, socioeconomico, alimentare, dei rapporti fra produzione e consumo, senza dimenticare le ragionevoli aspettative di progresso personali e collettive, passa per la modernizzazione delle campagne. Che come insegnava già Arrigo Serpieri (nome certamente ignoto ai tuttologi televisivi), o di là dell’oceano provava a spiegare un po’ più tardi per esempio Lewis Mumford, non vuol dire trascinare i contadini in fabbrica e l’asfalto sui campi. Ma fare quella cosa lì, che l’assessore di centrodestra dimissionario ci ha gentilmente concesso, di migliorare la vita delle vacche e di ciò che sta loro attorno (f.b.)
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