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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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mercoledì 28 novembre 2012

Meno automobili, più moto e bici ecco come sarà la Milano del 2015

Un ambizioso programma di trasformazione della mobilità urbana, dovrà affiancarsi a qualcosa in più della buon volontà dei cittadini. La Repubblica Milano, 28 novembre 2012, postilla (f.b.)

NEGLI ultimi nove anni dalle strade della città sono già sparite 74mila auto. E nella Milano del futuro ne mancheranno altre 47mila. I milanesi si convertiranno ancora di più alle due ruote, con 8mila motocicli in più in circolazione previsti nel 2015. Con meno rumore in città, rispetto a quello che oggi subisce un cittadino su cinque. Una città con meno traffico e più bici, con l’incognita della congestione fuori dalla Cerchia: è la fotografia delle trasformazioni — quelle già avviate nel passato e quelle future — scattata dall’aggiornamento del Piano generale del traffico urbano, il Pgtu che programma la mobilità nel breve periodo.

Ma lo scenario per il 2015 vale solo se il Comune porterà avanti la propria missione sul fronte del traffico. Cioè Area C viva e vegeta, magari anche rafforzata. E poi più mobilità dolce, meno congestione in centro, più isole ambientali, ztl, piste ciclabili e zone con il limite dei 30 chilometri all’ora, potenziamento del trasporto pubblico, carico e scarico merci più razionale e strisce blu diffuse. Un libro dei desideri, confortato da previsioni tecniche, che la giunta Pisapia conta e spera di poter tradurre in realtà. «La difficoltà principale riguarda la poca chiarezza circa il quadro delle risorse statali sul trasporto pubblico nei prossimi anni — sottolinea l’assessore alla Mobi-lità, Pierfrancesco Maran — . Il nostro obiettivo è incrementare la possibilità di muoversi dei cittadini: su questo, dal car sharing e bike sharing, anche le nuove tecnologie possono produrre alternative interessanti ». Dopo un incontro pubblico, il 20 dicembre, il Pgtu approderà prima in giunta e poi, tra febbraio e marzo, in Consiglio comunale.

LE AUTO
Nel 2015 caleranno ancora di più le auto. Le previsioni parlano di un 15% in meno rispetto a oggi. Traffico in lievissima discesa (— 1,1%), spostamenti più veloci del 17% nella Cerchia dei Bastioni, una media di percorrenza tagliata di un terzo, specie nelle ore di punta. Con un neo: alcune strade, come tra corso Sempione e via Volta e viale Caldara e Regina Margherita, sono a rischio di congestione proprio per l’espulsione crescente di traffico dal centro storico, più a mobilità lenta, verso le arterie esterne.

ZONE 30 E ISOLE PEDONALI
In meno di dieci anni la Milano pedonale è già cresciuta: da 296mila metri quadri del 2003 ai 399mila di oggi. Stessa cosa per le zone a traffico limitato (134.800 metri quadri) e le zone 30 (325.600 metri quadri). Inoltre, oggi si contano 145 km di piste ciclabili e la giunta conta di aumentarli, specie sull’asse Argonne-Indipendenza ma anche Maciachini-Comasina, QT8-Gallaratese, Lotto-Triennale, Duomo-Sempione, Duomo-Porta Nuova, Portello-Molino Dorino e Medaglie d’Oro-Chiaravalle. Entro l’anno, invece, le stazioni del bike sharing, dalle 150 di oggi dovrebbero salire a 200, per completare la fase 2 del piano delle bici gialle in affitto.

PREFERENZIALI E SEMAFORI
Venti nuove corsie preferenziali, per favorire i mezzi pubblici che, più veloci, sono un’alternativa all’auto
privata. Tra queste, già inserite nel Piano triennale delle opere pubbliche ci sono gli interventi nei tratti di viale Gorizia-Col di Lana-Bligny-Sabotino, Cermenate-Antonini, Coni Zugna, Certosa-Bovisa- Maciachini, Solari-Montevideo, Tunisia. Anche i semafori hanno un ruolo: dopo gli effetti positivi ottenuti finora su 5 linee (90, 91, 4, 12 e 15), la missione è intervenire per dare la priorità del verde anche ai mezzi delle linee 7 e 13.

SOSTA E PARCHEGGI
Il Comune proseguirà sulla strada della strisce blu, anche per abbattere la sosta selvaggia che supera
un terzo dei parcheggi, si stima. Nel 2012 l’incremento delle zone regolamentate è stato del 73% per i residenti e dell’87% per le strisce blu (rispetto al 2003). Il piano individua l’estensione degli ambiti di sosta regolarizzata, da Zara-Testi ad Abbiategrasso, da Bisceglie a Rogoredo, da Cascina Gobba a Mac Mahon, Piero della Francesca, Bovisa e Città Studi.

INQUINAMENTO: ARIA E RUMORE
Dal 2003 al 2012 sono scese le emissioni atmosferiche di quasi tutti gli inquinanti, del 31% come minimo. E nel 2015 si stima che si avrà un calo fino al 12%. Anche il rumore è nel Piano: nonostante oggi la maggior parte dei milanesi sia esposta a variazioni trascurabili di livelli di suono, cioè sotto gli 0,5 decibel, resta ancora un 19,5% di cittadini che subiscono oscillazioni acustiche più significative. Una cifra che, se il piano funzionerà, nel 2015 scenderà al 4%.

Postilla
Come spiega già molto bene l’incipit, dalla città le auto stanno già sparendo, ovvero sono i cittadini a decidere di mollare la propria scomoda e inquinante scatoletta di lamiera. E la vera questione dei programmi per il futuro è. Saprà la pubblica amministrazione affiancare (cosa che sinora il centrodestra al governo non si è mai sognato di fare) virtuosamente il processo spontaneo, favorendo tutte le azioni individuali e collettive, pubbliche e private, che vanno in questo senso? Muoversi vuol dire andare da un posto all’altro per qualche motivo, e questi motivi dipendono dalla forma urbana, dalla distribuzione delle funzioni e dalla loro organizzazione. Su questi aspetti occorre vigilare ed eventualmente intervenire, come pure su certi effetti isola assediata, ovvero quel che succede quando manca (o fallisce) un piano complessivo, e le trasformazioni si fanno eccezionali e puntuali, circondate dalla norma. A partire dal rapporto fra il centro e la periferia, e oltre i comuni dell’hinterland che, si spera presto, entreranno a far parte integrante della città metropolitana e delle sue politiche per la mobilità (f.b.)
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