ULTIMI AGGIORNAMENTI
»Sulla Grecia abbiamo assi­stito a una straor­di­na­ria opera di mani­po­la­zione dell’informazione». Articoli di Norma Rangeri, Gianni Ferrari, Simorne Pieranni, e l'intervista di Anna Maria Merlo a Yaris Varoufakis. Il manifesto, 5 luglio 2015

Paul Krugman:«Ma l’Europa è un disastro la moneta unica è diventata una camicia di forza»

Ognuno degli stati che costituiscono l?Unione europea è in grisi, dalla Finlandi
 all'Italia. ci sarà un ragione diversa dalla "arroganza" dei leader greci? La Repubblica, 5 luglio 2015

La Grecia e il mito della democrazia europea

«La democrazia é un modo politico di vivere insieme nel quale tutti hanno un egual condivisione di potere e autorità di parola e di giudizio pubblico. Senza di che ci sono relazioni di dominio, come nelle satrapie orientali; senza di che non c'é posto per le mediazioni e le trattative, ma solo per la subordinazione a scelte imposte».R.it online, 4 luglio 2015

Richard Sennett: «Stop alle élite economiche Giusto andare alle urne«

Intervistato da Giulio Azzolini il sociologo american interviene a favore delle ragioni della Grecia di Tsipras e afferma «se fossi greco voterei no. Meglio poveri che sudditi dei poteri forti». La Repubblica, 5 luglio 2015

Che cosa succede dopo il voto di Atene

«Il voto di Atene è un punto di svolta. Se vince il “sì” Tsipras potrebbe perdere tutto; se vince il “no” Tsipras potrebbe non guadagnare nulla. Ma a guardare lontano, il “sì” prolungherebbe l’agonia del paese, il “no” affermerebbe che un po’ di democrazia esiste ancora in Europa». Sbilanciamoci.info, 4 luglio 2015

«Giudicatemi da quello che farò, non per la bellezza»

«Intervista alla neo presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, 27 anni, laureata in Legge. "Non ho esperienza in politica, ma giudicatemi da ciò che farò, non da una vecchia foto"». Forse il boss Brugnaro l'ha fatta eleggere perché è femminista. La Nuova Venezia, 4 luglio 2015

Santa Lucia Farinetti, incinta tra le mortadelle

Sono tante le ragioni per vergognarsi d'essere italiani. Quella offerta dalla vicenda raccolta (spero che si sia messo i guanti nel farlo) dall'autore di questa nota supera l'immaginabile. Se riuscite ad aprire il filmato fuggirete anche voi. La Repubblica online, blog "Articolo 9", 4 luglio 2015. con postilla

Un referendum per salvare l’Europa

«Le social­de­mo­cra­zie euro­pee, enfa­tiz­zando i lati peg­giori della loro sto­ria, coniu­gando l’autoreferenzialità burocratico-amministrativa con la zelante ade­sione ai prin­cipi dell’accumulazione neo­li­be­ri­sta sono diven­tate il prin­ci­pale nemico della demo­cra­zia». Il manifesto, 4 luglio 2015 (m.p.r.)

Nel popolo greco un capitale simbolico

«Una cosa è evidente: la natura politica e non economica o finanziaria dello scontro. Fin dall’inizio il governo espresso dalle elezioni greche ha dovuto fare i conti con un’ostilità fortissima. La stampa tedesca è stata perfino capace di superare il limite degli insulti personali». La Repubblica, 4 luglio 2015

Tsipras fa il pieno di no in piazza

«Atene. Oceanica manifestazione a sostegno dell’oxi: «Respingiamo il ricatto». Il premier greco parla da vincitore "L’Europa che vogliamo non è quella degli ultimatum", ma un continente che "torni ai suoi principi fondativi". Sul palco Podemos e la Linke». Il manifesto, 4 luglio 2015

Le sfide della UE e la miopia sui migranti

La presidente della  nostra Camera dei deputati e il presidente dell'Assemblée nationale  francese convergono nel giudicare insensata la politica dei terroristi di Bruxelles ai danni della Grecia e del Terzo mondo  in fuga dalla miseria e dalla morte. La Repubblica, 4 luglio 2015

Nei libri all’Indice per il gender anche i capolavori dell’infanzia

«I libri proibiti adesso sono chiusi in scatoloni sigillati e pronti per essere nascosti chissà dove. Così come aveva ordinato il nuovo sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, non appena insediato». La Repubblica, 4 luglio 2015 (m.p.r.)

Quei palazzi d’autore oscurati da una legge

Siamo nell’epoca dell’opera d’arte infinitamente riproducibile e fruibile con infiniti supporti tecnici: ha qualche senso che una squallida lobby di speculatori (e decisori analfabeti) voglia compiere l’ennesimo passo verso la privatizzazione di tutto quanto? Corriere della Sera, 4 luglio 2015, postilla (f.b.)

Il nostro domani

Domani, 5 ottobre 2015, il popolo greco decide anche per noi

«Votiamo no e restiamo uniti»

«Qual­siasi fosse la nostra scelta di dome­nica, lunedì nulla ci divi­derà. Nes­suno mette in dub­bio la per­ma­nenza del paese in Europa». Il manifesto, 4 luglio 2014 (m.p.r.)

Quell’immensa ombra nera nel mare che ha cambiato la storia

Dopo lo scandalo della Exxon «il principio del “chi sporca paga” ha continuato a radicarsi, almeno negli Stati Uniti». Significa che chi ha più soldi può sporcare di più? La Repubblica, 3 luglio 2015 

I greci alla prova del no

«Syriza nelle piazze e nei quartieri per far leva sulla "dignità", i sostenitori del sì non si vedono ma si appoggiano ai media amici. Facendo leva sulla paura». Il manifesto, 3 luglio 2015 (m.p.r.)

Aiutiamo il referendum del popolo greco

Vogliamo dare un sostegno concreto alla Grecia di Tsipras. Intendiamo promuovere una raccolta di fondi: non per risolvere con questo la crisi della Grecia, ma almeno per aiutare il governo di Tsipras a pagare le spese del referendum. Per ora lanciamo questo appello, successivamente vi informeremo, su questa pagina, sul modo con cui potrete contribuire, con cifre che vanno da 10 € a… quanto volete e potete. Attached the  English version

“Atene non uscirà dall’euro ma senza autorità federale sarà proprio l’Unione a fallire”

«L’ex premier italiano non crede nella Grexit: “Il danno sarebbe troppo grande, si troverà un compromesso. Un’occasione per rilanciare l’Europa, ora senza forza e autonomia. Non possiamo dimostrare di essere incapaci di risolvere un piccolo problema come quello ellenico, sennò a che cosa serve la Ue?”». La Repubblica, 2 luglio 2015 (m.p.r.)

Atene è sola, la solidarietà non basta

«L’Europa reale, che pre­ten­deva di aver espulso da sé la poli­tica se la vede improv­vi­sa­mente parare davanti con la vit­to­ria elet­to­rale di Syriza e la nascita di un governo che pre­tende di tenere fede al man­dato rice­vuto dagli elet­tori, come se que­sto car­dine della demo­cra­zia rap­pre­sen­ta­tiva non fosse ormai abro­gato in tutti i paesi euro­pei ove, con il voto, si può sce­gliere il governo, ma non le sue poli­ti­che». Il manifesto, 2 luglio 2015 (m.p.r.)